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Contributo di Vanni: grande esperienza nella prevenzione e nel mondo onlus.

Prevenzione salute e felicità

La Conferenza Internazionale sull’Assistenza Sanitaria Primaria, riunita ad Alma Ata il 12 settembre 1978, espresse la necessità di un’azione urgente dei governi, della comunità internazionale e di tutti coloro che lavorano per la salute e lo sviluppo per proteggere e promuovere la salute di ogni uomo. La Conferenza ribadì con forza che la salute, stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplicemente assenza di malattia o infermità, è un diritto umano fondamentale e affermò che il raggiungimento del maggior livello di salute possibile è un risultato sociale estremamente importante in tutto il mondo, la cui realizzazione richiede il contributo di molti altri settori economici e sociali in aggiunta a quello sanitario.

Quando il cittadino guarda alla sanità pubblica pensa solo o quasi all’ospedale o alla medicina territoriale e la stessa cosa fa la politica, in quanto i risultati di un buon sistema di prevenzione e di educazione alla salute non si vedono nell’immediato (come per i servizi di diagnosi e cura), ma nel medio e lungo termine. Ciò però non toglie che, quando si verificano eventi avversi che coinvolgono l’intera popolazione (es. pandemia, inquinamento da PFAS, encefalopatia spongiforme bovina o mucca pazza, disturbi dei comportamenti alimentari, tossinfezioni alimentari, obesità infantile e non, diossina negli alimenti, ecc.), tutti si stracciano le vesti e pensano che le soluzioni siano facili e dietro l’angolo (facciamo una task force o impieghiamo i NAS…), anziché pensare a ciò che non si è fatto e decidere che nel futuro si agirà diversamente.

Infatti la prevenzione coinvolge tutta la Pubblica Amministrazione e tutti gli organismi privati di rappresentanza del territorio (es. Associazioni industriali, artigiani, commercianti, agricoltori, Enti del Terzo Settore ecc.); anche le scelte urbanistiche, quelle sulla viabilità, sui servizi sociali, sui piani di sviluppo territoriale, sulla scuola, sullo sport incidono, nel bene e nel male, sulla prevenzione e sul benessere della popolazione.

Insomma, si deve passare, non a parole, ma con i fatti, da un’ottica di sola sanità a quella di salute e di benessere, dal curarsi bene al non ammalarsi e alla ricerca della felicità, per quanto possibile.

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